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Ano: 2003  Vol. 7   Num. 1  - Jan/Mar Print:
Le Origini Dellendoscopia
Origins of Endoscopy
Author(s):
Giorgio Sperati*.
Palavras-chave:
endoscopia, storia, XIX secolo.
Resumo:

Introduzione: Lendoscopia moderna nasce nel XIX secolo, ma i tentativi per esplorare le cavit nascoste del corpo umano risalgono allantichit pi remota. Solo nel XIX secolo si realizzarono grazie alla rivoluzione tecnologica, le condizioni idonee allo sviluppo di questa importante branca della medicina che ha condizionato e integrato la nascita e levoluzione della stessa Otorinolaringologia. Obbiettivi: Illustrare con i dati ricavati dalle fonti bibliografiche, i principali momenti, personaggi e realizzazioni tecniche che hanno maggiormente contribuito alla affermazione di questo settore diagnostico e chirurgico. Conclusioni: Molti autori hanno dato il loro apporto allo sviluppo della endoscopia, ma solo tre in realt hanno avuto una importanza fondamentale per la originalit delle loro invenzioni: Philip Bozzini, Manuel Garcia e Max Nitze. Alla loro opera di innovatori si deve la nascita e il progresso della moderna endoscopia.

INTRODUZIONE

Oggi lotorinolaringologia ha mutato ed ha perfezionato in modo significativo le proprie possibilit diagnostiche e chirurgiche grazie al progresso dei mezzi endoscopici e alla diffusione sempre maggiore del loro impiego. Questo tipo di evoluzione, che si manifestato prevalentemente negli ultimi trentanni, non ha riguardato ovviamente solo la nostra, ma molte altre discipline come lurologia, la gastroenterologia, la pneumologia, la chirurgia addominale, la neurochirurgia, ecc. Alcune specialit sono addirittura nate e si sono affermate proprio grazie alle possibilit offerte dai mezzi endoscopici e lORL tra queste, avendo avuto da sempre legami strettissimi con lendoscopia e avendone seguito i progressi fin dalle origini.

Lotologia, la laringologia e la rinologia nacquero, come noto, separatamente e in tempi successivi durante lultimo quarto del XIX secolo quale conseguenza di ununica condizione, quando cio divenne possibile visualizzare chiaramente in vivo membrana timpatica, laringe, rinofaringe, ecc.

La dipendenza dallendoscopia, che proprio in quel periodo si andava affermando, fu quindi davvero assoluta (Figura 1). Lendoscopia moderna figlia del XIX secolo, anche se non va dimenticato che il miraggio di rendere visibili le cavit nascoste del corpo umano aveva da sempre coinvolto e affascinato medici e chirurghi (Figura 2). Fin dellantichit pi remota si successero tentativi empirici per visualizzare distretti usualmente poco accessibili allispezione e la Storia della Medicina ricca di notizie in proposito.

Per venti secoli valve dilatatrici, tubi, abbassalingua autostatici rappresentarono i soli mezzi per ispezionare bocca, faringe, naso, vagina o retto, utilizzando come principale, se non unica, fonte luminosa la luce solare.

Testimonianze di questi strumenti le ritroviamo gi nei reperti di scavo di Pompei (I secolo) e via via nei testi dantichi autori come Celso (I secolo), Celio Aureliano (V secolo), Abulkasim (X secolo), Avenzoar (XI secolo), Arcolano (XV secolo), Par (XVI secolo), Fabrizi (XVI secolo), Heister (XVIII secolo), per citare solo alcuni tra i pi noti (Figura 3). Una lunghissima storia durante la quale, tuttavia, assai scarsi furono i progressi significativi, tanto vero che fin dallepoca romana gli strumenti usati tradizionalmente conservarono per secoli forme e possibilit applicative pressoch uguali.

Fu solo in conseguenza della rivoluzione tecnologica dell800 che divenne possibile realizzare quella svolta fondamentale, quel progresso innovativo, che portarono alla nascita dellendoscopia moderna. In quel secolo, cos importante per la storia delluomo, quando nuove scoperte e invenzioni si susseguirono cos velocemente da creare un clima di illimitata fiducia per le possibilit della scienza e della tecnologia, i tentativi di ideare e realizzare nuovi strumenti ottici e nuove fonti luminose si moltiplicarono vertiginosamente.

Gli autori che si dedicarono, in quel periodo, a questo campo di studi furono davvero innumerevoli, ma gli endoscopi da essi realizzati, in genere, possedevano ben poche caratteristiche originali; non erano altro che modifiche e perfezionamenti di strumenti precedenti ed ebbero assai scarsa utilit pratica. Tra i tanti studiosi, tuttavia, alcuni ebbero il merito di portare contributi originali e di importanza fondamentale per levoluzione dellendoscopia, mi riferisco in particolare a Phillip Bozzini, a Manuel Garcia e a Max Nitze.

Ognuno dei tre fu, in tempi diversi (1804, 1854, 1878), ideatore e realizzatore di invenzioni capaci di portare i progressi pi significativi.

Se dovessimo sintetizzare la storia dellendoscopia, riducendola ai minimi termini, questi sarebbero di certo gli unici nomi che non potremmo in alcun modo evitare di citare.

A loro dobbiamo lorigine e la prima significativa evoluzione delle discipline endoscopiche. Tutto ebbe inizio nel 1804 con una originale e fondamentale invenzione, il lichtleiter (Figura 4) realizzato da un oscuro e geniale medico di Magonza, di origini italiane: Philipp Bozzini.

Il lichtleiter era un poliscopio e fu capostipite di tutti quelli progettati e realizzati successivamente nel corso di 150 anni. Questa invenzione fu davvero un evento rivoluzionario che segn linizio di una nuova epoca.

Il merito di Bozzini fu quello di aver ideato unapparecchiatura che per la prima volta utilizzava una fonte di luce artificiale (candela) incorporata nel manico dello strumento stesso e di averlo dotato di terminali mobili, intercambiabili, di varia misura e quindi adatti a consentire lesplorazione di pi cavit corporee.

Questi terminali, di forma e dimensioni diverse, erano dotati di valve che potevano dilatarsi consentendone lapplicazione in recessi di varie dimensioni: si passava dallotoscopio, al rinoscopio, al cistoscopio, al faringoscopio, al terminale per la cervice uterina e un conduttore angolato era destinato alla esplorazione di ipofaringe e rinofaringe.

Sul piano teorico fu uninvenzione davvero geniale, ma su quello pratico le sue possibilit applicative furono molto limitate a causa soprattutto della scarsa visibilit dei recessi pi profondi o stretti che la luce della candela non poteva illuminare sufficientemente.

Il difetto giustific, almeno in parte, le critiche e lopposizione della Medicina Accademica.

Purtroppo Bozzini mor nel 1809 a soli 36 anni per una febbre tifoide epidemica e non ebbe tempo di apportare alla sua invenzione quelle modifiche e quei perfezionamenti che avrebbero potuto valorizzarla definitivamente.

Comunque il lichtleiter fu veramente una conquista fondamentale, unidea del tutto originale e da esso derivarono tutti i poliscopi realizzati successivamente (Figura 5). Dal 1820 al 1850 un numero notevole di studiosi si dedic allargomento.

Segales, Babington, Bonnafont, Warden, Avery, Desormeaux e molti altri proposero endoscopi di diverse fogge, ma con caratteristiche abbastanza simili, raramente originali, nessuno dei quali riusc ad imporsi per un impiego pratico su larga scala.

Nel 1854 si verific un secondo evento fondamentale nella storia dellendoscopia:

linvenzione dello specchietto laringeo da parte dello spagnolo Manuel Garcia, che fu maestro di canto a Parigi e a Londra.

Con strumenti di semplicit estrema (uno specchietto da dentista e un altro da barbiere) riusc a realizzare un mezzo che consentiva unottima visione della laringe nel vivente, assai superiore a quella ottenibile con i vari endoscopi ideati fino ad allora (Figura 6). Va ricordato che il tentativo di osservare la laringe, utilizzando specchietti da dentista, era stato intrapreso, tra il 1827 ed il 1838, da Senn a Ginevra, da Trousseau e da Bennati a Parigi e da Liston a Londra, ma con risultati del tutto sconfortanti.

Nato per osservare i movimenti delle corde vocali nei cantanti, lo specchietto laringeo fu impiegato in clinica, a Vienna, gi nel 1856 da Trck e da Czermak che diedero vita ad una nuova branca della medicina: la laringologia.

Da quel momento levoluzione della endoscopia segu due strade diverse: mentre i laringologi, convinti della validit dello specchietto di Garcia (Figura 7), cercavano di perfezionarne luso migliorando le fonti di illuminazione e i mezzi di riflessione dei raggi luminosi, altri specialisti invece continuavano a perfezionare i poliscopi derivati dal lichtleiter per esplorare pi distretti dellorganismo, soprattutto uretra e vescica.

Fu infatti merito dei primi urologi se si raggiunsero importanti progressi tecnici nel campo degli endoscopi, che nella prima met del secolo avevano fornito risultati assai poco soddisfacenti a causa delle difficolt incontrate per realizzare un valido sistema ottico supportato da adeguati mezzi dilluminazione.

Gli strumenti realizzati da Nlaton, Haken, Cruise e Desormeaux erano infatti tutti in qualche misura derivati dal poliscopio di Bozzini, ma rispetto a questo, avevano apportato solo modesti progressi.

Il problema principale per gli urologi era rappresentato non soltanto dal sistema ottico e dalla fonte luminosa ma soprattutto dalla necessit di realizzare strumenti tanto sottili da superare facilmente luretra maschile.

Un contributo prezioso venne, nellultimo quarto del secolo, dallimpiego della luce elettrica, assai pi valida e maneggevole rispetto ai combustibili da illuminazione allora in uso. Nel 1878 si verific la svolta fondamentale che segn linizio dellendoscopia moderna:

linvenzione delluretro-cistoscopio di Nitze (Figura 8). Max Nitze, berlinese di nascita e viennese di adozione, realizz infatti, a soli 29 anni, con la collaborazione di Joseph Leiter, uno strumento che superava di gran lunga, per qualit ottiche e per maneggevolezza, quelli realizzati precedentemente.

Consisteva in una sottile asta contenente la fonte dilluminazione elettrica collocata allestremit ditale e unottica capace di consentire un discreto ingrandimento.

La fonte luminosa era costituita, agli inizi, da unansa di platino incandescente e successivamente, dopo il 1880, da microlampade Edison, che scaldavano pochissimo e quindi rendevano inutile il raffreddamento ad acqua presente nei primi esemplari.

Il cistoscopio di Nitze (Figura 9), destinato in origine ai soli urologi, venne anche dotato di terminali destinati alla esplorazione di orecchio, naso, laringe e rinofaringe.

Lo strumento associava finalmente buone qualit ottiche a una minima invasivit e da esso derivarono tutti gli endoscopi rigidi realizzati successivamente fino a quelli odierni.



















CONCLUSIONE

In conclusione possiamo dire che lendoscopia si Figura 7. Autolaringoscopia con lo specchietto di Garcia (da N. Czermak Der Kehlkopfspiegel, Leipzig 1863).

Figura 8. Maximilian Carl Nitze (1848- 1906) (da Reuter).

Figura 9. Luretrocistoscopio di Nitze con i terminali per otoscopia e per laringoscopia. La fonte luminosa ancora rappresentata dallansa incandescente di platino che necessitava del raffreddamento ad acqua (1878) (da Reuter). Sperati G 66 Arq Otorrinolaringol, 7 (1), 2003 sviluppata nel corso di due secoli, con il contributo di molti, ma soprattutto con quello determinante di Bozzini, Garcia e Nitze, tre geniali dilettanti dotati di una non comune abilit nellideare e realizzare strumenti tecnici sofisticati a dispetto delle loro scarse conoscenze dei problemi della fisica e soprattutto dellottica.

BIBLIOGRAFIA

1. Bozzini P. Lichtleiter, eine Erfindung zur Annschauung innerer Theile und Krankheiten nebst der Abbildung. Journ Pract Arzn Wund, 24, 107-124, 1806.
2. Reuter MA, Reuter HJ, Engel RM. History of Endoscopy. Ed. Max Nitze Museum, Stuttgart 1999.
3. Segal A, Willemot J. Endoscopie apud Willemot J. Naissance et dveloppement delORL dans lHistoire de la Mdecine. Suppl 37 Acta ORL Belgica 1981. Vol 35, suppl. III, pp. 393-630.
4. Sperati G. I pionieri della laringologia: Manuel Garcia. Acta ORL Ital. 15: 465-466, 1955.
5. Sperati G. Philipp Bozzini e il lichtleiter. Acta ORL Ital. 22: 42-46, 2002.

* Past President of Italian Otorhinolaryngological Society.
Address for correspondence: Corso Firenze 12A Zip code 16136 Genova (Italy) Phone: +390102725146 Fax.: +390102727426.
Artigo recebido em 20 de novembro de 2002. Artigo aceito em 10 de dezembro de 2002.
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