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Ano: 2004  Vol. 8   Num. 1  - Jan/Mar Print:
Original Article
Nuovi Orientamenti Nell Trattamento della Rinite Allergica
New Insights in the Treatment of Nasal Allergy
Author(s):
Pasquale Cassano, Matteo Gelardi, Maria Luisa Fiorella, Michele Cassano.
Palavras-chave:
rinite allergica, citologia nasale.
Resumo:

Introduzione: La rinite allergica, in fase acuta, rappresenta una patologia importante che grava sul paziente in termini di qualit di vita, di riduzione delle prestazioni lavorative e di spesa sanitaria. La terapia della rinite allergica si avvale attualmente di numerosi presidi farmacologici ed immunoterapeutici in grado di controllare efficacemente la patologia se il trattamento ben programmato, condotto e monitorato. Obiettivi: Nel lavoro gli autori tracciano una strategia terapeutica sulla scorta dellesame citologico, metodica di riferimento nella diagnosi di rinopatia in grado di controllare la rinite allergica nelle varie fasi, in particolare quando la flogosi persiste in forma latente e asintomatica (flogosi minima persistente). Metodi: Sono stati messi quindi a confronto i risultati del trattamento della rinite allergica nello stesso gruppo di pazienti in due anni successivi (2000-2001): nel primo la terapia veniva effettuata sulla scorta del quadro anamnestico-clinico, nel secondo sulla guida dellesame citologico effettuato sia nel periodo critico che in quello asintomatico. Risultati: Nel complesso il trattamento preventivo guidato dal rinocitogramma ha fatto registrare per tutte le pollinosi un andamento pi favorevole per il quadro clinico e per la durata del trattamento con riflessi positivi sulla qualit di vita e sulla riduzione della spesa sanitaria. Conclusioni: Programmare un trattamento di profilassi sulla scorta di un esame semplice e di basso costo quale la citologia nasale quindi lideale contenere le manifestazioni sintomatologiche ed evitare levoluzione verso la cronicizzazione e le complicanze.

INTRODUZIONE

La terapia della rinite allergica si avvale attualmente di numerosi presidi immunoterapici e farmacologici in grado di dominare efficacemente la malattia, se il trattamento ben programmato, condotto e monitorato (1-4). Gli schemi terapeutici sono invece molto spesso organizzati senza tener conto delliter etiopatogenetico della rinite allergica, finalizzati essenzialmente al controllo dei sintomi nelle fasi pi acute, con limpiego di un insieme di farmaci che se indubbiamente efficaci sul quadro sintomatologico, non sempre vengono coordinati in una razionale importazione terapeutica.

Non raro che la malattia venga addirittura autogestita dal paziente, quasi sempre in modo caotico o inappropriato. Losservazione di cronicizzazione grave della rinite sino allinsorgenza di complicanze ORL spesso disastrose (poliposi nasale, sinusopatie) (5) e di coinvolgimento di organi a distanza (sindrome rino-bronchiale) (6), deve indurre invece lo specialista ad un impegno molto serio nellaffrontare il problema terapeutico, puntando lattenzione in particolare ai complessi processi responsabili delliperreattivit allergica, in un ambito molto ampio che va dalla modulazione della sensibilizzazione IgE-mediata al controllo degli effetti indotti dai mediatori chimici liberatisi in seguito alla degranulazione mastocitaria ed eosinofilica (7). Esiste una terapia causale, la iposensibilizzazione specifica, effettuata per via sistemica o locale (8), che dovrebbe rappresentare la terapia della rinite allergica ma che purtroppo ha, anche quando ben condotta, successi parziali, sicuramente meno soddisfacenti di quelli riferiti dai pneumologi per liperreattivit bronchiale.

pertanto ormai opinione corrente che il trattamento iposensibilizzante non pu essere disgiunto da quello farmacologico, in grado di controllare la flogosi allergica e di conseguenza le manifestazioni cliniche (9,10, 11). Alcuni farmaci ad applicazione topica agiscono inibendo il momento patogenetico pi importante della reazione allergica, la degranulazione mastocitaria, e quindi la liberazione dei mediatori (12). Denominati stabilizzanti di membrana sono rappresentati essenzialmente dai cromoni (Cromoglicato disodico, Nedocromil sodico), dal chetotifene e dalla furosemide.

La loro efficacia si manifesta in modo ottimale quando utilizzati nella fase preclinica della malattia, in quanto non ha alcun effetto sui sintomi .Ne deriva di conseguenza che limpiego degli stabilizzanti di membrana particolarmente indicato nelle forme allergiche stagionali, quando pi o meno prevedibile lesordio della malattia, mentre si dimostra poco pratica e difficilmente programmabile nelle patologie perenni (13). Per contrastare gli effetti talora devastanti dellazione dei mediatori a degranulazione ormai avvenuta, si utilizza una vasta gamma di farmaci, alcuni dei quali si oppongono direttamente al mediatore, altri con effetto su vasi, ghiandole e tessuti interessati dallimmunoflogosi.

I primi sono rappresentati essenzialmente dagli antistaminici (14), spesso utilizzati anche per via topica, che contrastano uno dei mediatori pi importanti e diffusi, listamina, con unalta efficacia sui sintomi trigeminali e secretivi, ma con scarso effetto su quelli ostruttivi.

Gli antileucotrienici, introdotti abbastanza recentemente, controllano efficacemente la flogosi allergica agendo su alcuni potenti agenti flogogeni, i leucotrieni;

il loro impiego per abbastanza limitato nella rinite allergica, per lalto costo non compensato dai risultati ottimali che vengono invece segnalati in campo pnemologico (15, 16). A quadro clinico conclamato la terapia farmacologia diretta sui principali sintomi della rinite allergica;

lostruzione nasale, la rinorrea e le manifestazioni trigeminali (prurito e bruciore nasale, starnutazioni, vellicchio in gola, ecc). Sul primo agiscono molto efficacemente i vasocostrittori (efedrina, pseudoefedrina, ossimetazolina,ecc.) il cui uso deve per essere molto limitato nel paziente allergico, caratterizzato da distonia del circolo nasale che luso prolungato del vasocostrittore pu aggravare.

Sui fenomeni secretivi sono invece molto efficaci gli anticolinergici, (ipatropium bromuro), mentre i sintomi trigeminali vengono di solito risolti dallantistaminico. Ma i farmaci in assoluto pi importanti nella gestione del paziente allergico sono i corticosteroidi, i cui effetti si esplicano su tutto liter patogenetico e clinico della rinite allergica (dalla sintesi delle IgE alle manifestazioni sintomatologiche). Lazione sulle risposte immunitaria si esplica sia sulla fase umorale (inibizione e riduzione delle sintesi delle IgE, riduzione della liberazione di mediatori, depressione della sintesi delle prostaglandine, del complemento, ecc) che su quella cellulo-mediata (azione su linfociti T, inibizione della migrazione dei macrofagi e monociti). Non meno importante lazione antireattiva e antiflogistica dei corticosteroidi, che pu essere sintetizzata nella inibizione della proliferazione e migrazione linfocitaria, del rilascio di citochine, della sintesi dellacido arachidonico, della fosfoliposi A. In questa azione rientra anche la modulazione dellattivit del sistema non adrenergico-non colinergico e lazione antipermeabilizzante ed antidemigena. Il farmaco ha pertanto effetti terapeutici formidabili non solo nella fase acuta della malattia, specie se somministrato per via sistemica, ma anche nella fase di quiescenza in quanto controlla la flogosi minima persistente, caratterizzata da processi attenuati di degranulazione mastocitaria ed eosinofilica. A fronte di tali eccezionali propriet, in grado di risolvere in definitiva tutti i problemi della rinite allergica, vi sono per importanti effetti collaterali, che costringono a limitarne luso (interferenza sul sistema endocrino metabolico, neuropsichico, sullapparato gastrointestinale e muscolo scheletrico, inibizione della fibroplasia, soppressione delle difese immunitarie) (21).

Nelle situazioni che richiedono trattamenti di lunga durata pu essere pertanto utile il ricorso allapplicazione topica del farmaco, forse meno efficace rispetto a quella sistemica, ma sicuramente meno tossica e comunque valida. Il cospicuo numero di opzioni farmacologiche nel trattamento della rinite allergica pu per talvolta creare confusione ed indurre il medico o il paziente ad errori nella scelta o nelle associazioni dei farmaci, con situazioni anche di undertreatment o di overtreatment.

E necessario invece che il trattamento venga organizzato secondo una strategia dettata in fase acuta dal quadro clinico e in fase di quiescenza dai dati strumentali e di laboratorio capaci di evidenziare una patologia latente. Riguardo allatteggiamento terapeutico da tenere in fase acuta, opinione comune in letteratura (22) che questo venga adattato alla gravit della malattia, che pertanto distinta in forma lieve, media e grave (Tab I). Nella forma lieve possono essere sufficienti solo gli antistaminici (per via sistemica o topica); nelle patologie di media entit si fa invece ricorso allassociazione di antistaminici e corticosteroidi topici; un quadro clinico molto grave necessita di solito dellaggiunta di corticosteroidi per via generale.

Il trattamento farmacologico ovviamente indipendente dalla terapia iposensibilizante specifica che si riterr opportuno o meno adottare. Alcuni schemi terapeutici conformano la terapia al tipo di sintomatologia; che pu essere caratterizzata prevalentemente da ostruzione o da secrezione o da sintomi trigeminali. I pazienti vengono quindi distinti in blockers, blowings, e sneezers e trattati integrando il classico schema terapeutico con farmaci diretti sul sintomo prevalente (in particolare decongestionanti nellostruzione grave, ipatropium bromuro nelle forme ipersecretive). Tale atteggiamento terapeutico, se valido nelle forme vasomotorie non allergiche, raramente indicato nella rinite allergica. Pi difficile invece programmare un trattamento dellallergia nasale nelle fasi asintomatiche della malattia, raramente diagnosticata con i comuni mezzi di indagine clinica e strumentale.

Lunico esame in grado di svelare una patologia latente rappresentato dalla citologia della mucosa nasale, che evidenzia gli elementi cellulari e alcuni momenti patogenetici dellimmunoflogosi (23, 24). La citologia nasale una metodica diagnostica ormai abbastanza conosciuta e utilizzata da tempo, se si considera che gi dal 1889 Gollash, individuando nel secreto nasale di un asmatico numerosi eosinofili, correl tali cellule alla patogenesi dellasma. Limportanza di tale indagine si basa su un principio fondamentale:

la citologia della mucosa nasale di bambini e adulti, in condizioni di normalit, costituita da numerose cellule epiteliali quali: cellule ciliate, cellule striate, cellule caliciforme mucipare e cellule basali.

Non vi sono abitualmente eosinofili n mastcellule entro lo strato epiteliale superficiale posto al di sopra della membrana basale;

un modico numero di neutrofili e sporadici batteri pu essere rilevato, specialmente se il campione prelevato dalla porzione anteriore del turbinato inferiore.

Lequilibrio del compartimento cellulare delle secrezioni e della mucosa nasale si modifica nelle condizioni patologiche, ove si assiste allincremento di alcuni citotipi normalmente assenti, accompagnate dalla presenza di citopatie dellepitelio mucoso, potendo quindi non solo orientare il clinico ad una diagnosi pi mirata, ma consentire di seguire levoluzione della malattia e valutare la risposta al trattamento farmacologico intrapreso. La valutazione citologica del secreto nasale quindi di grande aiuto per differenziare le rinopatie infiammatorie da quelle infettive, le vasomotorie allergiche dalle non allergiche, le batteriche dalle virali, e le forme micotiche, oggi di grande attualit.

In particolare per la rinite allergica, il rinocitogramma caratterizzato dalle cellule dellimmunoflogosi, eosinofili mast-cellule, in stato di degranulazione nelle fasi pi acute della malattia e numerosi neutrofili. Ad aumentare linteresse di tale diagnostica e a permetterne la diffusione, hanno contribuito diversi fattori: la relativa semplicit con cui vengono realizzati i prelievi, la non eccessiva difficolt di esecuzione (necessita solo di una buona manualit nellallestimento dei vetrini e di un giusto training per la lettura del rinocitogramma) e dalla scarsa invasivit delle tecniche adottate, che permettono eventuali e ripetuti controlli. Nellintento di programmare una razionale strategia terapeutica in grado di controllare la rinite allergica nelle varie fasi (Fig.1), ma soprattutto quando la clinica non evidenzia il processo patologico (flogosi minima persistente), stato condotto uno studio sul trattamento della malattia, monitorato dalla citologia nasale.

A tal fine sono stati messi a confronto i risultati del trattamento della rinite allergica (R.A.) nello stesso gruppo di pazienti in due anni successivi (2000-2001), nel primo dei quali la terapia veniva effettuata solo in funzione del quadro anamnesticoclinico, nel secondo, invece, sulla guida dellesame citologico eseguito sia nelle fasi sub-cliniche che nel periodo critico della malattia.

MATERIALE E METODO

Nei due anni sono stati arruolati per lo studio 72 pazienti da tempo in osservazione presso il Centro di Rino- Allergologia della clinica ORL dellUniversit degli Studi di Bari.

Di questi 57 (25 Homem e 32 Mulher di et media 33 aa) hanno portato a termine lo studio. Sono stati selezionati unicamente pazienti affetti da R.A. stagionale (14 Cipresso, 12 Graminacee, 16 Ulivo, 15 parietaria).

I Studio (Anno 2000)

Iter diagnostico

I 57 pazienti in esame sono stati osservati in tre fasi differenti di malattia

- Visita 1: fase pre pollinica, asintomatica, 40 giorni dallinizio della prevista pollinazione calcolata sui dati del Calendario pollinico dellanno 1999 fornito dallIstituto di Allergologia e Immunologia Clinica dellUniversit di Bari. I pazienti sono stati sottoposti ad esame clinico ORL, corredato da rinofibroscopia e rinomanometria anteriore attiva. E stato inoltre effettuato un Prick test per la conferma di malattia allergica e rilievo dellentit della sensibilizzazione (Tab. II). Ai pazienti stato fornito un diario sul quale successivamente annotare il periodo di insorgenza e lentit della sintomatologia

- Visita 2: fase acuta della R.A. Losservazione si basata essenzialmente sui rilievi anamnestici e clinico- strumentali della rinopatia (con rilievo essenzialmente della ostruzione nasale e della rinorrea) (Tab. III).

- Visita 3: fase post-pollinica, a 12 giorni dalla cessazione della pollinazione. Lesame clinico-strumentale stato corredato da unindagine citologica nasale finalizzata alla ricerca delle cellule dellimmunoflogosi (Tab IV). Si proceduto allanalisi del diario clinico compilato nella fase acuta e quindi il paziente stato sottoposto ad un questionario sulla qualit della vita del tipo SAT-P (Satisfaction Profile). Schema di trattamento In fase pre pollinica, i pazienti non hanno ricevuto alcun trattamento (Tab. II). Il rilievo del quadro clinico di rinite acuta in fase 2 ha indotto alla terapia medica secondo un programma modulato in base allentit della sintomatologia: sono stati utilizzati essenzialmente corticosteroide (CCS) per uso topico e/o sistemico, cromoni, antistaminici (Tab.V). Nel periodo post-pollinico, stata programmata terapia medica con CCS topici per almeno 2 mesi se persistevano pur in forma attenuata, sintomi di rinite o se allesame citologico erano ancora evidenti eosinofili e quadri di degranulazione. II Studio (Anno 2001) Iter diagnostico Come nel I studio, i pazienti sono stati esaminati nel periodo pre- pollinico, in fase acuta della malattia e in fase post-pollinica (Tab II, III, IV). Liter diagnostico in questo secondo anno ha ricalcato praticamente quello dellanno precedente, con la variante che lindagine citologica stata effettuata in tutte le tre osservazioni.

Variante fondamentale, in quanto il trattamento terapeutico stato condizionato quasi esclusivamente dai risultati della citologia nasale, in particolare dalla presenza di cellule dellimmunoflogosi e dal loro stato di degranulazione . Schema di trattamento I pazienti hanno assunto farmaci anche in assenza di sintomatologia clinica , quindi in fase pre e post-pollinica. Se la citologia non evidenziava alterazioni citologiche, evenienza pi probabile in fase pre-pollinica, stato programmato un trattamento con Disodiocromoglicato (DSCG) per almeno 2 mesi, mentre in presenza di eosinofilia il paziente. ha assunto CCS topico e antistaminico per via sistemica. Quando il trattamento in fase pre-pollinica non riuscito ad evitare levoluzione della malattia verso la fase acuta, al paziente stata somministrata terapia secondo gli schemi gi illustrati nel I studio, sulla scorta dei dati sia clinici che citologici (Tab.V). Nella fase post-pollinica latteggiamento terapeutico stato praticamente sovrapponibile a quello della postpollinica del I studio, condizionato cio soprattutto dalla citologia nasale. Come nel primo studio, i pazienti sono stati sottoposti al questionario Sat-P RISULTATI Riferiamo innanzitutto i risultati citologici relative alle fasi in cui lindagine stata effettuata (Tab. VI). Nel periodo post-pollinico del I studio la presenza di cellule dell immunoflogosi stato rilevato nel 63% di casi (36 su 57). Nel II studio, in fase pre-pollinica la citologia non ha mostrato elementi patologici nell85 % dei pazienti (46 su 57) mentre stata osservata una eosinofilia nel 15% (9 pazienti: 8 parietaria e 1 cipresso) (Tab. II). Nei casi evoluti in fase acuta di malattia emerso evidente un infiltrato massivo di eosinofili, mast-cellule (con molteplici quadri di degranulazione) e neutrofili. Nella fase post-pollinica, alterazioni citologiche sono state evidenziate nel 32% dei casi (18 su 57). La differenza delle alterazioni citologiche in periodo postpollinico tra i due studi, risultata statisticamente significativa (p < 0,05) (Tab. VII).

In particolare emersa una riduzione dei casi di flogosi minima persistente: 28 (48%) versus 14 ( 24%) e di sovrainfezione batterica: 8 (14%) versus 5 (8%). Risultati Clinici: Nel gruppo del I studio tutti i pazienti hanno manifestato la fase acuta della malattia, con quadri clinico di notevole gravit in 7 casi e sono stati pertanto sottoposti a trattamento medico. Nel periodo post-pollinico il 21% dei pazienti (12/57) hanno mostrato, sebbene in forma attenuata, sintomi di rinite e pertanto non stato interrotta la terapia.

Dei soggetti del II studio, sottoposti a terapia gi in fase pre-pollinica, solo 2 casi hanno manifestato in fase di acuzie un quadro clinico particolarmente importante. Risultati della terapia farmacologica: Nella Tab. VIII vengono riportate le giornate di terapia per i vari farmaci impiegati nei due studi, differenziate per allergene. E stato calcolato in particolare che limpiego di CCS locali e/o sistemici risultato inferiore nel II anno rispetto al primo del 46% circa. Soddisfazione del paziente e qualit della vita: Dalle risposte al questionario si rilevato che l83% dei pazienti ha riferito un miglioramento della qualit della vita nel secondo anno rispetto al primo; il 48% ha inoltre manifestato per confronto maggiore soddisfazione per la condotta diagnostico-terapeutica. Spesa sanitaria: Nelle Tab. IX e X riportata la spesa sanitaria differenziata per tipo di allergia.

Evidentemente una riduzione di spesa si avuta nelle allergie da cipresso e ulivo, mentre per le graminacee, non sono state rilevate variazioni e per la paritaria un lieve aumento in relazione al maggiore impiego di antistaminico per i lunghi periodi di trattamento che la sensibilizzazione a questo allergene richiede. Nel complesso la spesa sanitaria nel II studio ridotta del 20% rispetto allanno al I.























DISCUSSIONI

Il rilievo pi evidente che emerge dal nostro studio limportanza della citologia nasale non solo a scopo diagnostico, aspetto di solito maggiormente considerato, ma soprattutto per un miglior monitoraggio del trattamento medico. Questo particolare obiettivo dellindagine citologica nasale stato pi volte richiamato ed enfatizzato dalla letteratura dellultimo decennio (18,25-27) che evidenziava la riduzione delle cellule dellimmunoflogosi e dei fenomeni di degranulazione per effetto di farmaci che nel corso degli anni si sono succeduti nella strategia delle rinopatie allergiche: corticosteroidei (28) antistaminici locali e sistemici (29), cromoni (30), ecc. Daltronde il ricorso routinario allindagine citologica ai fini diagnostici e terapeutici ampiamente giustificato dai buoni requisiti gi illustrati nella parte introduttiva del nostro lavoro (esame di basso costo e non invasivo). Un aspetto particolarmente importante ai fini terapeutici la possibilit del rinocitogramma di svelare la malattia in fase pre-clinica e di seguirne levoluzione in quella post-clinica, momenti in cui il quadro anamnesticoobiettivo silente pur persistendo processi di immunoflogosi a livello tissutale, evidenziati da alterazioni citologiche: questa la flogosi minima persistente, complicata talvolta da infezioni per sovrapposizione batterica, considerata sempre prognosticamente grave per levoluzione della malattia verso la cronicizzazione o, evenienza ancora pi temibile, verso le complicanze. Se difatti in fase acuta le pi o meno evidenti manifestazioni cliniche inducono a trattamenti medici tempestivi, talvolta forse anche aggressivi o esagerati, che controllano gli eventi patologici sia sul versante clinico sia su quello patogenetico, la flogosi minima persistente sfugge a qualsiasi terapia e continua pertanto a determinare o ad aggravare il danno tissutale attraverso la continua liberazione di citochine pro- infiammatorie con leffetto di un richiamo continuo delle cellule dellimmunoflogosi e di una loro aumentata sopravvivenza, in un circolo vizioso autoperpetuantesi.

Nel nostro studio lesame rinocitologico ha evidenziato una flogosi minima persistente in fase postpollinica in circa la met dei casi nel gruppo che aveva effettuato il trattamento solo nella sola fase acuta della rinite, ma anche nel 24% dei soggetti cui era stato programmato un trattamento nello stadio pre-clinico della malattia.

Una immunflogosi latente era presente anche in una piccola percentuale di casi (15%) del II studio esaminati in fase pre- pollinica . Evidentemente in tutte queste situazioni si deve parlare di patologia in atto pur in assenza di sintomatologia clinica e pertanto opportuno procedere gi al trattamento medico, utile nella profilassi sia della forma acuta che delle complicanze. Dai risultati del diario compilato dal paziente si evince difatti che, trattata in fase pre-clinica, una non trascurabile percentuale di casi ha presentato in fase acuta una sintomatologia meno accentuata e pi breve rispetto al gruppo non trattato. Determinante a tal fine stato indubbiamente il ruolo del DSCG, trattamento preventivo della degranulazione mastocitaria, oggi forse sottovalutato perch confrontato con molecole di effetto terapeutico sicuramente molto valido sulle fasi acute ma di azione limitata nella profilassi della flogosi allergica (se si eccettuano i CCS, che per non possono essere impiegati per tempi molto lunghi, soprattutto se somministrati per via sistemica).

Il DSCG ha significato solo se utilizzato in fase molto precoce (pre-pollinica), quando ancora mancano i segni citologici e clinici dellimmunoflogosi. Tali considerazioni trovano ampia conferma nella nostra esperienza.

Come si evince dal diario clinico dei pazienti, risultati positivi sul controllo dellevoluzione della malattia sono stati difatti registrati in molti casi con citologia negativa in periodo pre-clinico e trattati solo con DSCG, al pari di quelli (15%) che sempre in fase pre-clinica mostravano alterazioni citologiche e che pertanto sono stati avviati a trattamenti pi impegnativi (CCS + Antistaminici). Nel complesso circa il 45% dei pazienti ha riferito che il trattamento preventivo del II studio ha indotto in tutte le pollinosi un andamento clinico pi favorevole della fase acuta della rinite, sia in termini di manifestazioni sintomatologiche che di durata di trattamento. Particolarmente importante stata la riduzione di impiego di CCS topici e/o sistemici, (in circa il 46% nella nostra casistica), farmaci che oggi vengono invece speso utilizzati nelle allergopatie in dosi e modi esagerati, sino a configurare situazioni di over treatment. Solo gli antistaminici sono stati prescritti in particolari situazioni (allergie da paritaria) in dosi pi generose e per lunghi periodi nel II studio rispetto al Io (+ 146%), per la quasi ininterrotta persistenza di questo allergene nel nostro territorio;

in compenso minore risultato limpiego dei corticosteroidi (- 51,7%). Il risultato finale in termini di spesa sanitaria, aspetto oggi particolarmente sentito nel nostro Paese, stato comunque nel complesso nettamente favorevole nella ricerca monitorata in ogni fase con citologia nasale, con una riduzione del 20% tra i 2 studi.

Tale vantaggio non inficiato dai costi aggiuntivi dellesame citologico che, come gi detto, abbastanza contenuto. Un aspetto, infine, da non sottovalutare il grado di soddisfazione del paziente riferito in particolare al miglioramento della qualit della vita: la riduzione del quadro sintomatologico e delle giornate di assenza dal lavoro, il miglioramento delle prestazioni fisico-intellettive ed infine il contenimento della spesa per consultazioni mediche ed acquisto di farmaci, ha indotto il paziente a fornire per confronto nel questionario SAT-P un giudizio nettamente positivo dei risultati del 2o anno di trattamento.

CONCLUSIONI

E opinione comune e ormai ben radicata che la terapia delle R.A. non pu essere affidata unicamente al quadro clinico. Il trattamento di profilassi quindi riconosciuto come lunico veramente valido per contenere le manifestazioni sintomatologiche ed evitare levoluzione verso la cronicizzazione e le complicanze. Il trattamento iposensibilizzante specifico e limpiego di farmaci ad azione sullanello patogenetico della malattia, aspetto oggi particolarmente enfatizzato, sono la dimostrazione di questo orientamento. A nostro parere lunica indagine in grado di evidenziare le fasi latenti della rinite la citologia nasale, mezzo obiettivo e sicuro per seguire la malattia in ogni sua fase, e consentire una efficace profilassi delle manifestazioni cliniche e della evoluzione verso quadri patologici pi gravi.

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Centro di Rino-Allergologia della Clinica ORL dell.Universit degli Studi di Bari.
Artigo recebido em 1 de Fevereiro de 2003. Artigo aceito em 3 de outubro de 2003.
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